E rimasero sorpresi (di Maria Giovanna Augugliaro)

(11 recensioni dei clienti)

10,00 IVA Inclusa

racconti

prefazione di Massimo Borghesi

Collana Sale d’attesa

pagg.81

2019

COD: ISBN 978-88-6282-224-4 Categoria:

Descrizione

Sono spesso triste. Non oggi, non ora, però.

Oggi l’espressione spenta da larva si è tramutata in stupore.

Ho visto una grus grus spiccare il volo.

Che meraviglia!

 

Della stessa Autrice, in edizione Prova d’Autore:

  • “L’anagramma della vita” (2016)
  • “Schizzi” (2018).

 

11 recensioni per E rimasero sorpresi (di Maria Giovanna Augugliaro)

  1. Pina Longo (Nicolosi)

    A un tempo cinico e indifferente al dolore, subentra un tempo amico, capace di regalare emozioni e sguardi nuovi e pacata accettazione dell’ umano destino, sempre abitato da un limite.
    Da questo momento in poi , ” la chiave di accesso per l’infinito” si comincia ad intravedere…

  2. Carmelo Matia (Giarre)

    Ho letto il libro. Emozionante, profondo, splendido. Mi dispiace solo che sia breve…

  3. Francesca Lanzafame (Acireale)

    Ho letto e riletto il libro. Senza nessun giro di parole l’autrice va dritta allo scopo.
    Si intuisce quanto profondo, intenso ed elaborato sia stato il cammino per riconoscersi e riconoscere.

  4. Maristella Magri ( Catania)

    Ho letto il libro in un soffio, non inteso come un alito lieve, ma come un trattenere il respiro per poi riempire i polmoni e godere dell’aria che entra! L’autrice ha il dono raro di saper tradurre la vita in parole. Mi sono ritrovata in tanto svolgersi di circostanze e avvenimenti, perché è il fare del Mistero che lei racconta e Quello abbraccia tutti nello stesso modo e con lo stesso amore.

  5. Flora Novello

    Stupendo nella sua intensità. Scorci di vite sconvolte e positivamente coinvolte, in cui potersi, se pur in alcuni tratti, riconoscere.
    Un vortice di emozioni, che fagocita il cuore e l’anima del lettore fino alla commozione.
    Flora Novello (Tremestieri Etneo)

  6. Alfio Marletta

    Dopo aver letto il libro, ho recitato ad alta voce il primo racconto. Il coinvolgimento è stato maggiore. Mi sono emozionato.
    Alfio Marletta (Catania)

  7. Pina Meli

    Libro dal sottile e dettagliato realismo contornato di ironia. Mi è piaciuto molto.
    Pina Meli (Bronte)

  8. Manuelita Valvo

    “E rimasero sorpresi” è una raccolta di racconti brevi ed intensi. Storie raccontate con parole talvolta crude e spiazzanti, parole vere.
    Le parole vere, ci dice l’autrice in “Io e Rho”, hanno uno scopo, sono il varco della possibilità e, spesso nel libro lo oltrepassano questo varco, mettendoti di fronte a te stessa, descrivendo le cose esattamente come le senti tu, parole da sottolineare, ognuno ha le sue. Parole vere che, a tratti, confortano e incoraggiano. Dice l’anziano in “Creme brulée”: «… la vita è infinitamente più grande della somma di tutti i nostri errori. Lasciati perdonare.»
    È la vita che scelgono Clara, Cinzia, Valeria, e le altre, temerarie compagne di percorso, ed è stupore, sorpresa, il presagio di un’eternità cui già apparteniamo.

  9. Angelo D’arrigo

    Storie di quotidiano vissuto, alcune dallo sfondo drammatico, così come può capitare a tutti e che mi fanno sentire che c’è sempre una possibilità di ripresa nella vita nonostante tutto possa dire il contrario.

  10. Silvio Incardona

    Quella di Giovanna Augugliaro è una scrittura densa, sincopata. La trama, la storia, resta nascosta dietro pochi cenni evocativi. Restano dei segmenti di storia come scatti fotografici, ad ogni immagine è consegnato il compito di far emergere un momento dell’anima: ogni storia diventa storia di un’anima.

    Degli eventi accaduti resta il contraccolpo nel cuore, l’emergenza come eventi di una storia interiore.

    In alcuni casi diventa lo stile proprio del racconto, lo svolgersi dei fatti diventa, nello stesso tempo, svolgersi di emozioni, più profondamente, svolgersi di moti dell’animo, che toccano il fondo e muovono qualcosa lì, dove il sentimento profondo della vita svolge il suo divenire.

    “Le parole, quelle vere, hanno uno scopo. Sono il varco della possibilità” (Io e Rhò).

    In queste parole mi sembra sia racchiusa la poetica di Giovanna Augugliaro. Le parole, dette in una conversazione, cercate, raccolte a comporre un racconto, parole dette ad altri e ritornate su di se, di rimbalzo, come un riflesso, ma come nuove, le parole ascoltate, sono il varco della possibilità, della possibilità che un imprevisto irrompa “qualcosa di assolutamente imprevisto era accaduto” (Creme brulée).

    Lo sono per i personaggi raccontati (reali, della biografia di Giovanna, come detto in esordio) ma lo possono essere anche per il lettore.

    Non sono storie raccontate per divagare, sono storie che si offrono di parlare a chi legge perché, magari inaspettatamente, anche per lui un imprevisto varchi la soglia della possibilità.
    Silvio Incardona

  11. Dalia Di Bartolo

    Il libro mi è piaciuto. Le storie, anche se brevi, sono raccontate in modo profondo e completo. Le storie di “E rimasero sorpresi” non sono storie particolari o storie che raccontano fatti straordinari, di dolore e di incontri è piena la vita di ogni essere umano, ma sono storie in cui la vita non lascia indifferenti. Leggendole, ci si batte in una umanità che normalmente nascondiamo, perché fa paura.
    I personaggi nel raccontare di sè scavano nell’umanità più profonda di loro stessi, facendo così un gran lavoro di consapevolezza. E questo genera cambiamento. Per questo l’ho letto con piacere e lo consiglio.
    Dalia Di Bartolo

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