CU T’INGHITAU? Libro della saggezza e delle malizie siciliane (di Mario Grasso)

Seconda edizione riveduta e ampliata con saggio analitico-deduttivo di Giulia Sottile

In quarta di copertina: pareri critici di Sebastiano Addamo, Claudio Marabini, Alberto Cappi, Alessandra Muschella

Collezione Nuove Tressule

ISBN 978-88-88555-63-8
LIBRO DELLA SAGGEZZA E DELLE MALIZIE SICILIANE
Mario Grasso è scrittore in lingua, ma si può dire che da sempre abbia praticato il dialetto, dalle poesie di Friscalittati (Sciascia, 1982) alle altre del recente volume che ha il titolo suggestivo, Vocabolario Siciliano, che originalmente (e quasi in lontana eco delle “Vocali” di Rimbaud) seguendo l’alfabeto opera delle variazioni delle strutture foniche e di senso, intervenendo spesso con toni sarcastici che sono del dialetto, ma sono costitutive dello stesso Grasso. Una operazione della quale Grasso si avvale, come nota Maria Corti nella introduzione non per artificio (eccetto, naturalmente, quello proprio della dimensione letteraria) bensì per tuffarsi nel mondo locale, liberarsi quindi dalle immagini imposte di una civiltà tecnologica e vedere con coraggio le cose della sua terra come se si vedessero per la prima volta (…).Cfr. SEBASTIANO ADDAMO in La Sicilia del 21/01/1991(…)
Mario Grasso col libro Cu t’inghitau? ha raccolto detti, motti, proverbi che hanno lunga vita e mostrano ben più della così detta saggezza popolare:mostrano, anche assai più dei classici della più nota narrativa siciliana,l’intelligenza, la dinamicità e la capacità di aderire al reale, per la quale non sapremmo trovare confronti. Occorre mettere in conto l’Autore, la sua grande pratica della letteratura, della poesia in dialetto e in lingua, e della ricerca; e in più della sua capacità d’invenzione e dello spirito, caustico abbastanza spesso,da sempre mostrato davanti alla letteratura e al mondo (…).Cfr. CLAUDIO MARABINI in La Sicilia del 20/07/2005(…)
Una sottile e coerente ironia segno di razionale ottimismo la singolare complessità dei commenti, che da una scheda all’altra di Cu t’inghitau?procurano al lettore un utile divertimento per lo slalom tra verità e saggezze per tutti, insite nelle formule proverbiali universalmente valide, infatti, come si legge in uno dei detti: Unica è la volta del cielo sotto la quale sta supìna la terra e i suoi abitatori. ’A terra è a panz’allaria e ’u celu c’è quannu ’a vasa e c’è quannu ’astrafutti, ma è ’n cruvecchiu unicu ppi tutti. Cfr. ALBERTO CAPPI in La Voce di Mantova del 22/09/2005(…)
Cu t’nghitau?, Mario Grasso, ad avviare una così minuziosa indagine degli insegnamenti tramandati con spontanea sapienza dai nostri avi? Non lo sappiamo, ma sappiamo che le sue divertenti quanto argute pagine ’nghitirannuil lettore e lo instraderanno verso agili acrobazie del pensiero (…).Cfr. ALESSANDRA MUSCHELLA in La Repubblica del 16/05/2006.

 

(…) Mario Grasso, in qualità di filologo, studioso di scienze umane e siciliano, non rinuncia a percorrere la strada dell’indagine attraverso la lingua, la storia, la psicologia del proprio popolo, e lo fa servendosi di un bagaglio di sapienza per secoli tramandato oralmente e sopravvissuto persino all’avvento della lingua di comunicazione nazionale e delle nuove tecnologie, rinfoltendosi con il succedersi di episodi a scandire la Storia (…) Mario Grasso si occupa di dialetto da sempre (…) Questo libro giunge al seguito di un lungo percorso esitato in precedenti pubblicazioni in un susseguirsi a climax crescente nell’efficacia espressiva e nel successo editoriale, dall’esordio della prima raccolta di proverbi siciliani commentati, “Lingua delle madri” (1994) alla prima edizione di “Cu t’inghitau?” (2005), a “Cu t’alliscia voli ‘u pilu?” (2012) e “Acedd’i Puddu” (2014), sino alla riedizione ampliata di questo volume (che integra molti tra i più significativi proverbi di “Lingua delle madri” e rilegge l’edizione precedente alla luce della fenomenologia sociale del nuovo decennio trascorso).

(Dalla prefazione di Giulia Sottile)

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