Questa lettera è apparsa ‘ tel quel ‘ a suo tempo nel sito web del Liceo, e ha avuto oltre settemila lettori. Oggi il Ministero ha omologato i siti di ogni scuola a un unico modello, privo di qualsiasi contenuto proveniente dal libero pensiero di allievi e docenti.
CATTEDRA DI STORIA DELL’ ARTE LICEO CLASSICO MICHELE AMARI GIARRE ANNO SCOLASTICO 2013 – 14 . Classi prima, seconda e terza dei corsi A,B,C liceali.
Prof. Ivan Castrogiovanni
Agli allievi
Premessa . Piani di lavoro. Lineamenti metodologico – didattici. Consigli. Brevi note sul comportamento a scuola.
PREMESSA
Il primo pensiero va a Giuseppa Strano, architetto, che riposa nel cimiterino di Montargano, dalla quale eredito le seconde e le terze liceo. Né io né lei avremmo mai sospettato quando giungemmo all’Amari ( 7 ottobre del 2000 io, l’anno successivo lei) che di lì a pochi anni, improvvidamente, alcuni ministri dell’ istruzione, in apparenza espressione di partiti antitetici, avrebbero eliminato la Storia dell’Arte dal ginnasio. Non era mai avvenuto che una sperimentazione che interessava l’ottanta per cento dei licei classici d’Italia, ormai consolidata da dieci anni, venisse annullata. Cosicché le Indicazioni ministeriali sono costrette ora a recitare:
…“In considerazione dell’esteso arco temporale e del monte ore disponibile, occorre da parte dell’insegnante
una programmazione che realisticamente preveda anzitutto alcuni contenuti irrinunciabili (artisti, opere, movimenti) in ragione della decisiva importanza che hanno avuto in determinati contesti storici, limitando per
quanto possibile trattazioni di tipo monografico, ed enucleando di volta in volta i temi più significativi e le chiavi di lettura più appropriate”…
Detto senza ipocrisia, si ammette la riduzione della materia a pantomima! E allora, conviene studiare la Storia dell’ Arte? Sì. A parte la pari validità ‘fiscale’ con tutte le altre materie, essa è indispensabile per gli allievi del Classico. A cosa si ridurrebbero la lingua greca e latina deprivate dell’immensa nomenclatura della civiltà materiale, delle epigrafi, etc.?
Osservavo, giorni fa, una lucernetta di terracotta siceliota sul cui fondo esterno era scritto AΓΥΡΙ : quante deduzioni suggerivano quelle cinque lettere sul piccolo manufatto!
Verranno tempi migliori, usciremo da questa morta gora. Intanto, prepariamoci.
PIANI DI LAVORO
I piani di lavoro (erroneamente chiamati programmi, da cui l’ossimorico programmi svolti) sono dunque obbligati, in prima liceo, a giungere per lo meno al Trecento primorinascimentale; in seconda liceo dovrebbe essere coperto il periodo fino al Settecento dei Lumi; per dedicarsi, in terza liceo, all’Ottocento nella prima parte dell’anno, e raggiungere i tempi nostri nella seconda. Davanti a una simile prospettiva c’è solo da costruire insieme, allievi e docente, una strategia intelligente. Ve ne propongo una, simile… alla struttura di una stazione spaziale ( l’ inevitabile progressione storica) , che consenta in ogni momento di effettuare un rendez-vous, un legame,uno snodo con qualsiasi veicolo ( leggasi un approfondimento critico estetico, il coinvolgimento in un avvenimento di stringente attualità, un aspetto tecnico scientifico, un’indagine sul campo…). Starà alla capacità di tutti, non solo dell’insegnante, bilanciare sapientemente i tempi dei contributi individuali da riversare nel collettivo classe: vedremo così quel complesso organismo prender forma e…abitabilità.
LINEAMENTI METODOLOGICO – DIDATTICI
Questo è l’aspetto più importante. Siccome credo caparbiamente che l’intelligenza e anche la maturità degli allievi dai quattordici ai diciannove anni siano sottostimate (non è retorica, si potrebbe benissimo anche ridurre di qualche anno il liceo e l’ università; intanto il Ministro comincia a parlare di “ultimi due anni di liceo in funzione dell’0rientamento sul futuro”), propongo un modello di studio reticolare anziché piramidale. Un modello che non vuole costringere all’eccellenza tutti gli allievi, ma che vuole rendere abituale muoversi in un terreno fertile d’eccellenza. L’allievo che non vuole utilizzare la strategia che prima ho facetamente chiamato della stazione spaziale, che non vuole effettuare snodi, non è penalizzato; ma lo stesso allievo che, in qualsiasi momento dell’anno scolastico, decida di dare contributi più complessi, lo potrà fare senza preclusioni e ne riceverà immediatamente attestazione, dal momento che il collettivo
classe ne godrà in tempo reale. Reticolare e non piramidale perché l’uso ampio, immediato, di tutti gli strumenti possibile, è… più importante del fine medesimo : internet sempre a disposizione (come è tradizione di questa cattedra), l’attenzione a ciò che succede nella società (naturalmente, innanzitutto in ambito artistico) e la volontà di intervenire ove possibile, comunicazioni e suggerimenti di prima mano del docente che si sforzerà sempre di non rimanere ancorato a quel patrimonio, inevitabilmente superato, che costituì magari il suo teorema giovanile, sperimentalità nell’atteggiamento generale, raccolta strategica di dati da parte di ogni allievo, proposta permanente di cooperazione alle cattedre scientifiche ma non solo, dentro e al di fuori di progetti finanziati. Quindi, andando in controtendenza al riduzionismo governativo, creazione del laboratorio di SdA dotandolo da subito di strumenti (ad es. un colorimetro) per l’analisi scientifica e linguistica ove studiare resti archeologici, tradurre pergamene, analizzare pigmenti, etc A tal proposito gli studenti devono sostenere con forza un progetto di utilizzazione del palazzo Amato, lasciato in eredità dall’illustre medico all’Amari con la clausola che esso fosse centro d’alta cultura scientifica, attualmente in angosciante derelizione. Questo è anche, ritengo, l’auspicabile indirizzo, l’identità cui deve tendere il Classico : una scuola che, tramontata la velleità di formare i quadri dirigenti della società, formi piuttosto i potenziali specialisti adatti a gestire i beni culturali con forte competenza linguistica, estetica e tecnica.
A proposito di raccolta strategica di dati (a partire dagli appunti durante le lezioni) da parte dell’allievo, sarà sostenuta, incrementata e premiata la pratica costante. Fermo restando che gli strumenti per farlo sono suggeriti dall’attuale stile di vita della società, quel che è importante è l’atteggiamento: raccogliere dati sul quaderno con scrittura autografa o sul tablet è egualmente valido. Essi vanno conservati.
Il libro, o manuale, rappresenta una questione non da poco. Mentre aspettiamo la Carrozza, questa cattedra rilancia, come fa dal Duemila, a tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti, l’idea di editare localmente manuali e dispense. In attesa, gli studenti debbono possedere un manuale : ciò ben si attaglia alla già accennata similitudine con la stazione spaziale, poiché si disporrà di un autore e del suo stile storiografico, annoverandolo in tal senso tra i documenti-base.
Il possesso del manuale non significa che esso debba essere fisicamente tutto portato a scuola : ma il testo, nelle parti utili allo studio pro-tempore, deve essere disponibile. Un’anticipazione del libro elettronico.
Nel quadro della su descritta metodologia, in tutte le classi, e specialmente in terza liceo, sono da salutare con soddisfazione gli studi monografici su qualsiasi argomento concordati e revisionati col docente, che, ridotti in forma di volume cartaceo accompagnato da supporto informatico, contribuiscono ai voti di profitto. E’ parimenti graditissimo l’impegno concreto a curare ex novo o a integrare sostanziosamente una voce a scelta su Wikipedia o su altri siti aperti alla collaborazione : tale pratica, come si intuisce, forma grandemente uno stile e un rigore pubblicistico (leggasi formattazione) utile non solo alla SdA . Da parecchi anni ormai esiste all’Amari la biblioteca di SdA, che accoglie decine di studi e tesine (originali, non scopiazzate), a disposizione di tutti. Ancora, è ipotizzabile una collaborazione on line, anche video, con una classe parallela che studia SdA in qualsiasi altro Istituto. Anche se il Liceo classico non è istituzionalmente scuola di arti applicate, per i motivi che troverete nella premessa alla galleria di quadri nel sito web dell’Amari, come per il passato, gli allievi che lo vogliono possono produrre (non a scuola, purtroppo) prove di pittura, scultura, grafica, etc., e il docente sarà lieto di consigliarli per la migliore riuscita. A scanso di equivoci (rarissimi, in verità), il profitto è innanzitutto determinato dal numero, dalla qualità, dalla scansione nell’arco dell’anno scolastico delle comunicazioni (alias interrogazioni). L’ideale, poiché è costume di questa cattedra vedere la comunicazione come uno (scherzosamente) simposio piuttosto che un dato fiscale, sarebbe che il collettivo classe sentisse circa otto volte l’allievo nel corso dell’ anno scolastico….. L’allievo sappia, e con lui i genitori o chi ne fa le veci, che indipendentemente da quel che è il risultato generale, fiscale, finale in ogni scansione dell’anno scolastico, il non avere partecipato con un congruo numero di comunicazioni, o non avere partecipato affatto, senza motivi veri, seri, è ritenuto dal docente un venir meno al rapporto di fiducia.
Il docente accetterà qualsiasi proposta di modifica della disposizione dei banchi in aula, purché essa non si scontri con questioni di sicurezza e sia condivisa dai docenti colleghi. Il docente spera che venga messa permanentemente a disposizione la LIM con lo scanner per produrre, tra l’altro, disegni e schizzi in tempo reale e mostrare documenti.
Per quanto riguarda viaggi a lunga distanza, il docente è disposto a parteciparvi :auspica che si abbia un quadro molto dettagliato dell’intero pacchetto (condizioni di trasporto, albergo,etc), desidera incontrare sufficientemente prima della partenza i genitori coi partecipanti, la meta dev’essere ampiamente discussa in classe o tra le classi aderenti.
CONSIGLI
Munitevi dal primo giorno dello strumento informatico che preferite o di un quadernone per prendere appunti e creare testi e schemi. Anche il cellulare è consentito, ma ai fini della ricerca immediata e di appunti d’emergenza.
Tutti i sistemi logici e leali per portare meno pesi a scuola sono approvati.
Non state troppo tempo senza comunicare col professore .
Volete sapere tre parole –chiave per me? RICERCA, CRITICA ESTETICA, TECNICA. (Va da sé che per “ ricerca” s’intende la ζήτησις prima ancora che lo ζήτημα !)
COMPORTAMENTO A SCUOLA
Argomento spinoso : mi avvalgo di un riferimento storico drammatico che ben conoscete. In Cina, le potenze coloniali, segnatamente una, per favorire la disgregazione fisica e morale di quel popolo introdussero il “libero” commercio e consumo dell’oppio in quantità enormi intorno alla metà dell’Ottocento. Alla fine del secolo , quindi cinquant’anni dopo, la rivolta cosidetta dei boxers iniziò dalle scuole la presa di coscienza e la mobilitazione dei cinesi.
Voi mi direte : ma perché parte da così lontano se vuole stigmatizzare taluni nostri comportamenti ?
Dobbiamo sempre attualizzare i pericoli. La distanza dei decenni, dei secoli, li fa apparire simili a un’affabulazione. Regredire, purtroppo, si può. La civiltà non è garantita per il futuro : la democrazia in Grecia nacque due millenni e mezzo fa, ma abbiamo fatto passi, come diceva Grillo quando ‘graffiava’ come comico, da canarino… Lentamente , nella presente condizione, i costumi si allentano; ma tutto ci sembra naturale, libero . Posso assicurarvi che di converso, nel ’68, l’anno degli studenti, l’anno del disordine, nessun allievo/a si sognava di ‘spollinarsi’ continuamente in classe e di togliersi le doppie punte ai capelli, di mangiare e bere sempre e di tenere le bottiglie e le lattine a portata di mano sul banco, di stare col berretto in testa, di non salutare quasi più l’insegnante, di uscire dalla classe più volte per andare alle macchine erogatrici di snacks e gazose, di tenere sui banchi caschi e zaini anziché i materiali di studio durante le lezioni, di reagire rabbiosamente all’insegnante senza motivo, di venire a scuola in micromaglietta, hot pants o pinocchietto, a volte sandali, di masticare chewings, di aver perduto la nozione di puntualità e di vivere un ritmo di approssimazione, di parlare ad alta voce un voluto slang offensivo del diritto alla serenità…. Si tratta non più di comportamenti individuali, tipici dell’età della crescita , per questo giustificabili, bensì di comportamenti omologati. Ciò mentre non proviene dagli allievi alcuna voce di critica razionale del sistema scolastico, neppure motivate proposte che possano aiutare a reagire all’indubbio malessere che si nasconde dietro quei comportamenti.
Fortunatamente, non hanno ancora pregiudicato il nostro ambiente di studio. Ma è bene tenere alta la vigilanza. Ciò che ci occorre per vedere chiaro in tutto, è la serenità, in questo caso collettiva. E’ mille volte preferibile manifestare all’insegnante una nostra esigenza individuale (o collettiva) e, al limite, interrompere l’ attività, pur di non sopportare atteggiamenti di avvilente nullismo. Le contraddizioni scoppiano comunque : ma si deve agire perché non siano queste contraddizioni a scoppiare, dal momento che le conosciamo e possiamo dominarle. Scoppino quelle di rango superiore, utili a risolvere importanti appuntamenti con la Storia.
Lo so, pare un discorso pallosissimo. Ma vi prego di rifletterci e…di non deludermi nei comportamenti. Grazie per la pazienza. Ci vediamo in classe
il vostro prof. Ivan Castrogiovanni
Giarre 21 agosto 2013