Quando luna ti copre la terra ti sbava il rossetto ti mangia la faccia ti bruci e svapòri per un po' ci molli le mani allunghiamo le braccia e manchiamo la presa lenta appartati luna dal manto più blu rubiamo con gli occhi ancora la tempia una ciocca or'è buia la coltre la terra pesante tu sfavida fiaccola in pausa-lavoro le scie dei giorni si aggrappano ai fili d'acqua dati alle piante e t'accusano in coro al rientro dal break mentre tonda di nuovo campeggi nella tua vigilia di plenilunio e Venere ringrazi per aver fatto il palo alla tua eclissi.

Giulia Sottile