Fabiola Marsana
Il monologo di Chiara Francini sul tema della maternità “mancata” avrebbe meritato ben altra collocazione oraria nel palinsesto del Festival di Sanremo.
Era notte fonda (quasi le due) quando l’attrice e scrittrice ha avuto la possibilità di parlare.
Ma, probabilmente l’argomento era troppo scomodo o non idoneo a creare l’audience sperato , così come lo era dialogare con un figlio immaginario ed esibire una carrozzina vuota.
Senza dubbio si è trattato di una forma di discriminazione nei confronti di un’artista che ha voluto raccontarsi su un tema differente rispetto a quelli che comunemente siamo abituati ad ascoltare e con i quali abbiamo, purtroppo, acquisito una certa “familiarità”: la violenza di genere, il razzismo.
Il monologo autobiografico di Chiara Francini non era facile da ascoltare e neppure piacevole da vedere, perché l’attrice, in maniera sincera, dirompente e coraggiosa, con un’ immagine inconsueta e forte, ha dato voce a sentimenti contrastanti che assalgono le donne ancora non madri, raccontando dinamiche emotive e psicologiche non facilmente comprensibili da chi ne è avulso o fa finta di non capire perché egoisticamente proiettato sulle proprie esigenze tende a soddisfare esclusivamente i propri bisogni, noncurante di quelli altrui.
Chiara Francini ha rivolto il suo sguardo su quell’universo femminile sommerso, che fa fatica ad emergere, perché messo in ombra e relegato ai margini da una Società che ha sempre più aspettative dal genere femminile, ne pretende l’emancipazione a caro prezzo, ma purtroppo nel contempo dimostra di rimanere ancorata all’idea di donna – madre, come primaria fonte di realizzazione.
Quella Società che con frasi inopportune è spesso capace di stigmatizzare la non-maternità, sia essa non voluta per scelta o mancata per altri motivi.
Il coraggio e la sensibilità che ha dimostrato l’artista nel denunciare la brutalità sociale, che ancora giudica e ferisce le donne per non aver “figliato”, purtroppo non hanno ricevuto alcun premio al Festival di Sanremo. Ma, si tratta di valori per i quali Chiara Francini merita sicuramente la collocazione sul podio più importante, quello che spetta a chi riesce ad esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni con sincerità e fermezza, senza filtri e condizionamenti, dettati da retaggi culturali o imposti da modelli sociali che incarnano un’utopistica perfezione e ci distolgono dall’autenticità della vita.