Giunge nelle librerie il volume: 1943: la “Reconquista”dell’Europa saggio di indagine storica di Alfonso Lo Cascio, presidente di BCSicilia, di cui per gentile concessione dell’editore(Giambra Editori, Palermo) riportiamo qui uno stralcio tratto dalla parte iniziale della prefazione di Michelangelo Ingrassia, (docente di Storia Contemporanea nell’Università di Palermo). È un libro questo di Alfonso Lo Cascio che fa il punto su alcuni aspetti meno noti e altri inediti sui retroscena dello sbarco in Sicilia, oltre a dispiegare tutta una panoramica di antefatti che hanno orientato il progredire fino alla conclusione di una meditata politica a carico dell’Europa. È un libro indispensabile per la biblioteca, intanto, di tutti i siciliani. Noi proporremo ai lettori di Lunarionuovo uno speciale su questo importante saggio, servizio che pubblicheremo sul prossimo numero di luglio di Lunarionuovo (www.lunarionuovo.it) corredato da una intervista esclusiva con l’Autore. Con questainformazione riteniamo di far cosa gradita agli scelti lettori di Ebdomadario che intanto prenoteranno il libro in vista dei dibattiti che noi del C.I.A.I. organizzeremo per la più capillare diffusione specialmente in Sicilia.(mg)

*

“Con il suo saggio Alfonso Lo Cascio si confronta con uno degli eventi più intriganti e complessi della storia della seconda guerra mondiale, che l’autore riesce a ricostruire con attento rigore storiografico, mai disgiunto però da un vivido tessuto narrativo che rende il testo coinvolgente. È, questo, un punto di forza dell’opera giacché l’autore riesce ad amalgamare la puntuale documentazione scientifica con la peculiarità del racconto; il prodotto di questo sapiente dosaggio d’ingredienti è un libro tipicamente divulgativo ma specificatamente storico al tempo stesso. Si potrebbe dire, in questo caso, che la storia si è fatta divulgazione; felice metamorfosi, per chi scrive, persuaso della necessità di liberare la storia dalle gabbie museali e dalle scritture specialistiche per diffonderla nella quotidianità insieme alle sue passioni, utopie, speranze, atrocità.

Un altro punto di forza è dato dalla scelta dell’autore di affrontare gli avvenimenti della Conferenza di Casablanca, e del concatenato sbarco angloamericano in Sicilia, non solo e non tanto quanto problema militare ma anche e soprattutto come problema politico. Occorre qui ricordare che, per lungo tempo, la storia delle guerre mondiali è stata innanzitutto storia militare di battaglie epiche, date memorabili, imprese eroiche, decisioni coraggiose, sconfitte disastrose, vittorie clamorose e crimini terribili. Poi fu la stagione dell’analisi sociologica e psicologica: l’individuo angosciato, lo sradicato, il fanatico, i mutamenti sociali, i comportamenti delle masse, la vita quotidiana delle popolazioni, la cultura. Recentemente si è manifestata una nuova tendenza: quella dell’interpretazione politica. Non ci si vuol riferire qui alla storia politica delle grandi potenze e alle loro relazioni internazionali, solitamente inquadrata nell’ambito della storia militare, né tantomeno alla storia politica delle ideologie, dei partiti, dei regimi. S’intende bensì richiamare la storia politica come storia intellettuale delle personalità, dei gruppi, delle istituzioni; in cui la filosofia della politica si coniuga con la filosofia della storia. Nella ricerca di Lo Cascio, il vertice di Casablanca e gli avvenimenti che ne conseguiranno sono affrontati come problema politico nella duplice dimensione della filosofia politica e della filosofia della storia. La metodologia adottata non è complicata da spiegare: si tratta di individuare l’idea (che a un certo punto giunge, per opera di un soggetto individuale o collettivo, a scuotere gli avvenimenti) e gli effetti che essa determina sulla storia dei popoli, degli Stati, degli eventi. In questo caso, la ricerca sviluppata da Alfonso Lo Cascio ruota attorno a una frase pronunciata da Franklin Delano Roosevelt l’ultimo giorno del convegno: «resa incondizionata», rivolta contro Germania, Italia e Giappone, con le quali era esclusa ogni possibilità di una fine concordata della guerra.

Quella della resa incondizionata non è un’ideologia politica, è un’idea della filosofia politica la cui storia non è cominciata e finita con la seconda guerra mondiale. Essa è talvolta adoperata nelle dinamiche sociali e politiche odierne, utilizzata nei Mercati, nelle Borse, nei conflitti sociali, nelle lotte politiche, nelle guerre del tempo presente; è, insomma, quanto mai attuale (…)”

Michelangelo Ingrassia, (docente di Storia Contemporanea nell’Università di Palermo