Agosto è il mese di chi parte per il mare e chi per la montagna, il mese della vacanza. Ci conforta immaginare che la dipartita di Federico Hoefer nel primo giorno di agosto sia stata una scelta personale del Poeta che ha voluto dare un significato ulteriore al suo saluto alle persone più care, la moglie e la figlia, nonché gli amici, gli ex colleghi di lavoro alla “Cortemaggiore” di altre stagioni della sua vita.

Noi lo abbiamo appreso da una telefonata di Rocco Vacca, il poeta gelese sodale da sempre con Hoefer. Abbiamo interrotto subito  la conversazione con Rocco, forse perché l’improvviso nodo alla gola ci impediva di parlare, forse perché ci siamo sentiti succubi di un inesplicabile disagio. Né ci sono parole per spiegare certe emozioni.

Avevamo parlato al telefono con l’Amico Poeta, l’ultima volta, qualche mese fa. Lo avevamo informato di lavori in corso per una crestomazia di poeti siciliani e del triplo turno che era stato programmato per la edizione di tre volumi. Le sue poesie non sarebbero state pubblicate nel primo volume ma nel terzo. Federico, ironicamente, si era dichiarato disinteressato rispetto alla diversità delle date, ma ci aveva raccomandato, intanto, le poesie dell’amico Rocco Vacca. Un gesto di quella generosità che lo contraddistingueva, lui teutonico, sicuramente orgoglioso di gareggiare con le spontaneità siciliane. Spontaneità di una Sicilia nella quale era siciliano tra siciliani, da poeta, da amico, da operatore di cultura (Non dimenticheremo il Premio di poesia “Terra d’agavi” significativa intestazione come proiezione significante di sintesi che accoglie un scheda d’identità della Sicilia).

Una vacanza, dunque. Concludiamo per non aggiungere quanta malinconia ci lascia la consapevolezza delle vacanze da cui non si torna più. Ma è una malinconia che è accompagnata da ricordi lieti di altri momenti e altre soste. Forse Federico se n’è andato fingendo di partire per una vacanza proprio perché non vuole che ci si rattristi, e che si possa ricordarlo con quella perenne simpatia che sapeva conquistare con il suo tratto di gentiluomo, con la misurata ironia delle sue saggezze.

mariograsso

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