COMODI, SI RIPARTE!

Le buone notizie, secondo un detto che risale a Esiodo, quindi al VII secolo avanti Cristo, hanno il colore del cielo. Dopo millenni non siamo i soli a coltivare lo stesso parere. Però, sempre Esiodo, avverte: “Anche gli dèi immortali provano invidia per il successo degli uomini”. Due momenti tra loro ossimori se si ammette che spesso le buone notizie suscitano l’invidia di chi ne resta abbagliato.

Nel 1914 Angelo Silvio Novaro, che (per sua confessione) non aveva letto alcunché di Esiodo, scriveva: “Se l’invidia fosse febbre tutto il mondo morirebbe”. Novaro nei suoi scritti si rivolgeva specialmente ai bambini, e le cose sono due: o voleva favoleggiare, come quando aveva lanciato la carta d’identità per ciascun mese dell’anno (Gennaio mette ai monti la parrucca // Febbraio grandi e piccoli imbacucca… etc. etc.) o voleva mettere sull’avviso l’infanzia.

Voi direte che fin qui non è chiaro dove noi si voglia parare. Infatti, avete ragione: è accaduto di scoprirsi con gli occhiali sul naso dopo momenti di esasperata ricerca per trovarli. Può capitare.

Ma non pensateci in vena di pretestuose provocazioni: volevamo solo concludere con l’ovvio che avevate capito fin dalla citazione dei pareri contrastanti di Esiodo, quando, forse senza volerlo aveva individuato due soli colori per gli occhi dell’umanità: l’Azzurro del cielo e il Giallo pallido dell’invidia.

Ludi Rector

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