Attenzione!
Questo è l’allarme che si accende nella mente dell’elefante davanti al giornale. Le sue pupille si dilatano, la proboscide smette di dondolare e si blocca come in posa. Quell’allarme si sarebbe dovuto diffondere in tutto il mondo! Soprattutto dove vi erano elefantini, piccoli e meno piccoli, passionali quanto ignari (più che ignoranti) della Storia.
Roma, Tor Sapienza. Una vergogna davanti il centro di accoglienza “il Sorriso”.
<<Ci sono giornalisti obiettivi, liberi dalle pressioni di parte. Obiettivo: la verità e la comprensione di un fenomeno nella sua totalità! A quanto pare ancora esistono! Credevo fossero estinti>> disse la zebra che, quatta quatta, si era accostata alle spalle dell’elefante e, abbassando il collo, aveva dato una sbirciata alle pagine del giornale.
<<Il punto è che qui nn ci sono fazioni>> puntualizzò l’elefante, <<Si parla di “guerra dei penultimi contro gli ultimi” e già qui si può intercettare una più chiara chiave di lettura, zebra mia. Ognuno esprime la propria frustrazione davanti all’ingiustizia, che è ad ogni angolo della strada, ma purtroppo non proviene da nessuno di loro. E nemmeno dal signor sindaco, che eredita il bagaglio pregresso alla sua nomina>>
<<Sì, ma qui c’è altro che preoccupa!>> si intromise all’improvviso una giraffa, lì appostata da un po’ ad origliare, il suo testone emerse dalle fronde di un albero, giù verso gli altri due, <<Attenzione alla Storia e al reale significato delle parole perché quando i residenti romani dicono frasi come “ha presente nel Sessantotto quando c’erano i comunisti? Uguale a loro. Abbiamo fatto un’istigazione per farci vedere! ” “una rivoluzione!”…. Beh, credo che in molti non sappiano di cosa parlano! Cosa c’entra il Sessantotto!? Cosa c’entra il comunismo? E’ fuorviante l’uso di certi termini nella nostra comunità. Ci sono altri slogan da gridare! E se proprio la gente vuole lanciare sassi, che lo faccia per ottenere un’istruzione più valida a cominciare da una più efficiente formazione degli insegnanti di Storia e Filosofia! Ricordo quando andavo a scuola, i miei compagni di classe indossavano magliette di Che Guevara e fumavano spinelli, bastava uno stile di vita esplicitamente in contrapposizione con quello dominante per manifestare la propria disapprovazione, con una accettazione, però, acritica di tutti i simboli, anche storici, che lo caratterizzano. Ma ci si può opporre ad un’istanza riesumandone un’altra anziché creandone una propria e coerentemente legata al proprio tempo?! E’ di vera e propria riesumazione che si tratta, perchè già i nostri nonni e forse i nostri più anziani padri (considerando la generazione di appartenenza di chi vi parla) dovvettero scontare le pene della disillusione. Importantissimo pezzo della Storia nostra ma, se è vero che la storia è circolare e l’uomo finisce per ricommettere gli errori di sempre…>>
E già l’elefante e la zebra cominciavano a sospirare.
<<… essa>> continuò la giraffa, <<è fatta di progressive conquiste che guardano sempre avanti!>>
<<“Con un piede nel passato… e lo sguardo dritto e aperto nel futuro!”>> canticchiò il pappagallo da sopra le loro teste.
<<Tu zitto! Copione!>> esclamarono gli altri tre in coro.
L’elefante tornò a rivolgersi alla giraffa, come a voler arrivare al dunque della discussione.
<<Ora mi dirai che ognuno è figlio del suo tempo senza che questo comporti “etichettamento eufemistico”…>> disse.
<<No no, caro elefante, non credere!>> si difese la giraffa, <<Voglio dire che la gente parla ma non ha una reale conoscenza del mondo in cui vive, se non conosce davvero la storia del passato e ancor meno quella del presente, come può costruire quella del futuro senza bende sugli occhi!? Comunismo non era solo ideali, comunismo è stato anche pratica che, al fine di garantire una reale traduzione degli ideali in fatti, ha finito per sfociare proprio in ciò che criticava. Dimentichiamo quello che hanno fatto (e in alcune aree del globo ancora fanno) i regimi comunisti? Stiamo parlando di totalitarismi alla stregue di quelli del fronte opposto, che non esitano all’uso di mezzi estremi che finiscono per coinvolgere innocenti!>>
<<Parli di oggi o della fine del secolo scorso?>> chiese la zebra.
<<Parlo di entrambi!>>
Ci fu un minuto di silenzio.
<<Terrorismo! Terrorismo!>> esclamò il pappagallo tra sè e sè.
<<Terrorismo…>> ripetè l’elefante, <<Forse ho capito cosa vuoi dire. Che la gente, come accadde allora, sta capendo che il Governo non è in grado di risolvere i problemi del popolo e allora sta compiendo una sorta di giustizia privata?>>
<<In un certo senso>>
<<C’è una gran bella differenza però, lasciatelo dire, signora giraffa, perchè è vero che di atti delinquenziali e violenti si trattava e si tratta, ma i destinatari oggi sono diversi. Se allora erano i responsabili del malcontento, oggi sono i capri espiatori, perchè è esplicitamente dichiarato dagli stessi “teppisti” romani che il problema non sono gli immigrati! La storia è più complessa e va avanti da molto più tempo! C’è dell’altro!>>
<<Sì, ma nel frattempo ci sono minorenni a spasso, gente ferita a colpi di sassi e vetri, un uomo pakistano è stato assassinato per le troppe botte!>> esclamò la zebra.
<<E credete davvero che sia dignitoso rivendicare i propri diritti con un passamontagna in testa per nascondere il volto? Quale credibilità volete che abbiano?>> aggiunse l’elefante.
La giraffa annuiva, pensosa.
<<Il principio è più o meno questo>> disse allora l’elefante, <<Se io do un pugno in testa a te e tu aspetti che io mi distragga per darne uno in testa a me, chi ha colpa e chi ha ragione?>> silenzio, <<Faccio un altra domanda: se tua sorella mi da un pugno in testa, io domani ti incontro per strada e decido che sia giusto dare un pugno in testa a TE, chi ha colpa e chi ha ragione?>> silenzio, <<Faccio ancora un’altra domanda: cosa ho risolto con quel pugno in testa, mi è per caso passato il bernoccolo? Altra domanda: è giusto dare pugni in testa?>>
<<Troppe domande, mi hai fatto venire il mal di testa!>> fu la conclusione della zebra.

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