COMUNICATO di Prova d'Autore.

 

La Casa editrice Prova d’Autore si onora comunicare che il prossimo 18 maggio c. saranno disponibili nelle lìbrerie e per quanti abbiano interesse a prenotarli due nuovi volumi autonomi di esegesi delle fonti del pensiero siciliano nel tempo attraverso i commenti e le didascalie di uno specialista della ricerca in materia paremiologica e delle fraseologie siciliane.

M. Grasso: Nuzza mbriaca Orgoglio, ingegno, operosità del passato prossimo e remoto in Sicilia,    Prima edizione  con saggio introduttivo di Alessandro Centonze. pagg. 130 € 12,oo – Edizioni Prova d’Autore - CT. Maggio 2017

M. Grasso: Cu t’inghitau? – Libro della saggezza e delle malizie siciliane. Seconda edizione ampliata e con saggio analitico-deduttivo di Giulia Sottile. Pagg.192 - € 14,00 Edizioni Prova d’Autore -  CT. Aprile 2017.

Ammettiamolo di non essere, noi siciliani, sempre propensi ad attribuire adeguate attenzioni ai valori naturali della nostra terra, forse perché abituati a fruirne da quando siamo nati. Non sempre infatti ci capita di pensare ai privilegi aggiunti a quelli del clima, del paesaggio e del vulcano, privilegi provenienti dalla presenza del mare lungo il perimetro dell’Isola, miniera supplementare di risorse dal cibo all’industria, al turismo. E dobbiamo anche ammettere di non apprezzare abbastanza la quantità e la unicità dei tesori archeologici, fossero solo quelli a cielo aperto, presenti in ogni angolo dell’Isola. Questa Isola dove anche il vulcano più alto d’Europa convoca da tutto il mondo scienziati e curiosi con le sue pur terribili e frequenti esibizioni . Né possiamo celare quanto abbiamo finito col perdere per sempre in patrimoni unici e irripetibili, come quelli della lingua siciliana, del suo vocabolario e la sua  coloratissima fraseologia ironica, penetrante, spesso impietosa  e sempre metaforica. E sono ricordo degli anziani già tali negli anni delle prime frequentazioni di internet e della globalizzazione, anni portatori del grande progresso informatico e del nuovo benessere e consumismo, vantaggi cui sarebbe stato onorevole per noi siciliani non perdere d’occhio gli elementi fondamentali che hanno fatto distinguere per millenni una civiltà satura di impronte di altre forti culture che avevano lasciato ai padri dei nostri padri retaggi di esperienze e saggezze di prim’ordine, proprio per la loro singolarità e complessità. Ammettiamolo adesso che abbiamo perduto qualcosa di prezioso, di cui non saremo nemmeno idonei a saper raccontare forza e colori per la memoria dei nostri discendenti. Insita in questo sterminato patrimonio linguistico negletto va annoverata la filosofia del popolo siciliano, per dire il pensiero come civiltà di una gens unica, come modello proveniente dalla esperienza maturata lungo altri secoli di sacrifici, lotte, conquiste e delusioni, violenze subite, ribellioni, sopportazioni e tenacia costante, come quella di trasformare la desolazione di intere plaghe seppellite e inaridite dalle periodiche lave in fiorenti giardini, generosi orti ed economie agricole esemplari. Ma non sempre poniamo mente a tali realtà, specialmente adesso che la velocità ha come unità di misura quella stessa del pensiero, una velocità che ci distrae e aliena, perché compensandoci col farci raggiungere in tempi reali, stando seduti dietro il piccolo schermo di un computer, o con in mano un minuscolo smart,  qualsiasi angolo remoto del mondo.  Ed ecco l’estremo sforzo e il tentativo di predisporre un minimo documento, una testimonianza che sia conforto e memoria per il  futuro, attraverso una crestomazia di limpide saggezze e profondità di pensiero come codice di vita dei “protonannavi”di una Sicilia che non c’è più perché tutto è divenire e progredire per ogni civiltà umana. In questo comunicato editoriale abbiamo cercato di condensare tali temi per un invito alla  riflessione nello stesso momento in cui offriamo due documenti culturali utili, densi e scientificamente elaborati in ciascuno dei due autonomi e diversi volumi che questa casa editrice Prova d’Autore ha predisposto raccogliendo i frutti di anni di lavoro e ricerche di uno studioso cultore e praticante del siciliano quale è da sempre il poeta Mario Grasso, forse ultimo erede dei Serafino Amabile Guastella, dei Pitré e di altre eminenti  personalità siciliane del passato prossimo e remoto nell’adempiere con scrupolo notarile al recupero di quanto è rimasto. (Cfr.  Vocabolario siciliano, con saggio introduttivo di Maria Corti, 1989; I marrunati di Pinocchiu, traduzione della edizione integrale del Pinocchio collodiano in lingua siciliana, 1990; Lingua delle madri 1994; Cu t’inghitau, 2005 in prima edizione; Cu t’alliscia vol’u pilu, 2012)  . Sommando adesso dai due nuovi libri sopra indicati, sono un migliaio le voci proverbiali e le frasi della sapienza popolare siciliana in essi contenute, esaustivamente commentate fino ad attualizzarne la universalità dell’insegnamento, e in una resa letteraria colloquiale, semplice come vuole la complessa sapienza popolare praticata per secoli fino a essere innalzata a pensiero di singolare identità siciliana.

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