PERFEZIONI INVOLONTARIE

MEDITAZIONI POETICHE DI UN FINTO RUSSO
IL MONDO COME RELAZIONEdi Giuseppe Raniolo.    - : Carmelo Passanisi vive la vita per immersione o per combustione, come in un perenne battesimo, dell'acqua e del fuoco, in una iniziazione che dura quanto la vita perché é la vita stessa.     La sua é una poetica della ferita, della conoscenza che si coniuga con il pathos, una poetica del transito e contemporaneamente del presente (stazione nel transito), del trascendente che si palesa nell'immanente. Una poetica della disillusione che non teme di illudersi, della malinconia che si apre alla tenerezza, alla passione e al dolore.       Carmelo non ama prendere le distanze, non si attarda nella metalettura e neanche nell'ironia, che pure conosce e pratica, o nella satira, in cui é maestro. Egli entra in una relazione nuda con il mondo, impavida e temeraria, per carpirne l'essenza e carpendola capire.     Egli sa lasciare andare perché ha saputo tenere e ogni addio é uno strazio che non porta alcuna rinuncia alla ricerca. Non si rintana, non cerca rifugi, non cade in letargo. Essere capaci di relazione é essere capaci di perdere: in ciò si può essere spietati con sé e con gli altri e, perciò stesso, si può avere pietà per sé stessi e per gli altri.     Essere capaci di relazione é esserci nella relazione, fisicamente. Sono i corpi ad entrare in relazione, i nostri, quelli degli altri, il corpo del mondo. Solo in questo senso la nostra può dirsi un'esperienza estetica e cioè basata sulla sensazione, sulla percezione e sull'emozione. Nei versi di Carmelo il mondo non solo si vede, si sente e si attraversa, ma si tocca, si odora, si mangia. Da questa pratica di compenetrazione con il mondo nasce la bellezza. Una bellezza che dura nella trasformazione, permane nell'impermanenza ma che ha una sua realizzazione ultima in un mondo che non è questo.    Carmelo scrive di ciò che è ma da cui ci piace distogliere lo sguardo, scrive del bisogno di amare e dell'ineluttabilità del morire, del cercare e non trovare, dell'impossibilità del capire e della spinta vitale a farlo.     Egli coglie nell'imperfezione il senso del vivere: il luogo e il tempo in cui la vita e la morte si presentano uniti.      Da poeta vero, Carmelo non trova riparo nella poesia, non cerca perdono e assoluzione e neppure consolazione ma senso e verità. Una verità non ultima ne prima ma profonda e spietata. Bisogna essere implacabili con sé stessi, offrirsi nudi, senza difese, alla Poesia. Una poesia come atto di fede, che ci conferma nella nostra tremenda e sublime umanità.     L'angoscia di essere uomini ci attanaglia e la poesia sa operare una trasformazione alchemica:  da fuoco in pianto, da pianto in canto. (Giueppe Raniolo)
€10.00
Collana: 
Codice: 978-88-6282-184-1
Catalogo: 
Poesia
Autore: 
CARMELO PASSANISI
n_pagine: 
88
anno: 
2 017
Testo_aggiuntivo: 
(Evgenij Stasnirov ) 2009 2017